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Blog: MareaNera
Created by pilot on Tue 14 of Oct, 2003[08:09 UTC]
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trivellazioni e terremoti 2
link originale: http://www.parmanews24.com/ambiente-e-territorio/trivellazioni-per-deposito-di-metano-nei-territori-del-sisma-gcr-chiede-trasparenza/ (cache)
ll terremoto emiliano, un disastro ambientale sul quale non è lecito “lasciare ombre“. L’associazione Gcr, tramite un articolo di Franz Mannino, ripercorre alcuni eventi che si sono verificati nei giorni precedenti all’evento sismico e chiede trasparenza su quanto “non doveva/poteva accadere“. “Nei giorni che hanno preceduto il terremoto in Emilia si sono susseguiti alcuni eventi, di ben diversa natura ma comunque saldamente legati a quel territorio, che sono stati ripresi dalle maggiori testate nazionali. Il 17 febbraio 2012, i Ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali Corrado Clini e Lorenzo Ornaghi hanno decretato la compatibilità ambientale e la conseguente autorizzazione di opere di indagine geologica (cioè trivellazioni con uso di cariche esplosive e pompaggio di acqua ad alta pressione), allo scopo di verificare la realizzabilità di un gigantesco deposito di gas metano, nel sottosuolo dei comuni di San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, Medolla, Mirandola e Crevalcore, all’interno di una altrettanto gigantesca cavità naturale situata a quasi tre chilometri di profondità ed in grado di servire allo stoccaggio di 3,2miliardi di metri cubi di gas metano (equivalente al volume di un’enorme sfera dal diametro di quasi 2km). Una vera e propria bomba piazzata sotto i comuni emiliani in una zona ad elevato rischio sismico. Questo accadeva tra le proteste dei Verdi di Angelo Bonelli, insieme ad altri partiti, associazioni e comitati cittadini che da anni si oppongono agli studi di fattibilità già promossi sin dal 2005 dai governi Berlusconi e Prodi. Un parere negativo l’aveva anche espresso la Regione Emilia proprio per ragioni di sicurezza da rischio sismico. Clini e Ornaghi hanno però ritenuto ininfluente il parere dei cittadini e considerato ammissibile la trivellazione di pozzi con uso di cariche esplosive, immissione di acqua per fratturazione e pompaggio di gas nel sottosuolo. Avrete già notato che i comuni oggetto delle opere di trivellazione sono esattamente quelli più colpiti dagli episodi di sciame sismico dei giorni scorsi e quelli ancor più tragici e distruttivi di questa settimana. A seguito delle prime scosse significative il Governo ha comprensibilmente dato segni di imbarazzo. Il Ministro Clini ha subito parlato di “ulteriori necessari accertamenti“, ricordando a tutti che i Ministeri hanno concesso solo una “valutazione favorevole alla esplorazione” (che si fa trivellando n.d.r.). Poi arriva la società autorizzata alla realizzazione dell’opera, la Erg Rivara Storage srl, società angloitaliana riconducibile, tra gli altri, al patron della Sampdoria Garrone, che nega di aver «realizzato nell’area di Rivara nessuno studio o perforazione, tanto meno con l’iniezione di gas». La Erg si riferisce al cosiddetto “fracking“. Il fracking consiste nell’iniettare acqua ad altissima pressione allo scopo di fratturare la roccia, allargare progressivamente la frattura e penetrare in profondità. L’acqua di scarto, trattata con lubrificanti e agenti chimici, tende normalmente a tornare in superficie ed il problema dello stoccaggio di questo residuo fluido, normalmente contaminato da polveri radioattive, è risolto attraverso la creazione di pozzi profondissimi dove l’acqua reflua viene scaricata ad altissima pressione ed il problema si intende risolto. Ed ecco che infatti nel testo del decreto Ornaghi-Clini? possiamo individuare le due fasi che precedono l’insufflamento di gas: quella preliminare “di accertamento” che ha inizio dopo il rilascio delle autorizzazioni e la fase “di sviluppo” per la realizzazione dei pozzi di stoccaggio. Questa seconda fase “di sviluppo” è una rinomatissima causa di terremoti. Non lo dicono i complottisti, ma la comunità scientifica internazionale. Negli USA, lo stato dell’Ohio, che ospita 177 di questi pozzi, ha recentemente dovuto regolamentare questa pratica perchè pare che il trivellamento dei pozzi di stoccaggio abbia causato nella zona “una dozzina di terremoti”, la notizia è riportata dall’Huffington Post in un articolo del 9 maggio scorso. Altrettanto interessante è quanto illustra il sito del Lamont-Doherty? Earth Observatory, dipartimento di Scienze della Terra della prestigiosa Columbia University che ci informa qui che la correlazione tra il pompaggio profondo di acque reflue da fracking e terremoti pari o superiori al grado 5,0 della scala Richter è cosa nota sin dagli anni ’60 come documentato negli eventi sismici occorsi in Arkansas, Texas, Oklahoma, e nel Regno Unito. Il recente sciame sismico ha modalità che appaiono molto simili a quelle riconducibili ad operazioni di pompaggio di acque reflue nel sottosuolo. Metri cubi di melma grigiastra sembrano affiorare un po’ ovunque nei comuni interessati dal sisma. Certo, la Erg nega di aver già dato inizio alle perforazioni. Noi speriamo che le compagnie non mentano mai”. http://www.parmanews24.com/ambiente-e-territorio/trivellazioni-per-deposito-di-metano-nei-territori-del-sisma-gcr-chiede-trasparenza/
trivellazioni e terremoti
IL TERREMOTO IN EMILIA
Link alla pagina originale: http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/il-terremoto-in-emilia.html (cache) Italia DI MARIA RITA D'ORSOGNA dorsogna.blogspot.it
La premessa di tutto e' che io non sono un geologo o un sismologo, ma un fisico, per cui non so e non posso io determinare la causa del terremoto in Emilia, ammesso che sia possibile farlo. La sotto-premessa e' che sono anni che continuo a leggere la letteratura sul petrolio, gas, fracking, e che in questi anni ho visto diverse comunità trivellate, parlato con persone, incontrato registi, attivisti, scienziati, in America, in Francia, in Nigeria e credo di avere una buona cultura, di persona di scienza, su tutte le tematiche collegate al tema. Posso allora porre una serie di osservazioni, in relazione a ciò che ho visto e letto, che poi si traducono in domande e che poi alla fine riconducono ad un’unica conclusione: L'Italia è fragile - tutta - da nord a sud, e faremmo molto meglio a proteggere questo paese evitando di trivellare alla cieca, fracking o non fracking, o di fare stoccaggi sotterranei per il beneficio di Aleanna, Padania Energia, ENI, Northern Petroleum, Petroceltic, Po Valley, Shell, Rivara Erg Storage, o chi per loro, in cambio di dubbi vantaggi alla collettività e molti rischi. Proteggere il territorio vale non solo per il petrolio, ma per la cementificazione selvaggia, i capannoni di Modena e le università dell'Aquila crollate perché costruite alla leggera, evitare di trasformare i letti di fiumi e le coste marine in colate di cemento e cosi via. Quando si prendono le scorciatoie, prima o poi se ne pagano le conseguenze, perché chi comanda non e' lo speculatore di turno, ma la natura, con i suoi ritmi e le sue logiche. E anche se oggi ti pare di averla fatta franca, di avere risparmiato o speculato, alla fine lei ti presenta il conto senza guardare in faccia a nessuno. Veniamo alle osservazioni che io posso fare sul tema terremoto in Emilia. 1. Ho cercato in tutti i modi di capire se ci fosse fracking in Italia. I termini in inglese da cercare sono "hydraulic fracturing", "stimulated fracture", "shale gas". Non ho trovato molto da parte delle ditte petrolifere, in inglese o in italiano, ne da parte del governo Italiano sull'utilizzo di questa tecnica, in Italia *in questo momento*. Nulla esclude che si voglia o possa fare fracking in futuro. So per esempio che Stefano Saglia, sottosegretario alle attività produttive nel governo Berlusconi ne e' stato un forte proponitore, so che si parla di possibili riserve di shale gas nella Pianura Padana, ma non credo che il fracking vero proprio sia già in atto in Italia. Se e' in atto, e' sicuramente qualcosa di ben ben nascosto da tutti i siti internet che io abbia potuto indagare. Questo porta alla domanda: il governo Italiano vuole dirci qualcosa su questo tema? La Francia ha un divieto integrale sul fracking, così pure la Bulgaria. La Germania ne sta discutendo. Anche in Inghilterra dove la pratica e' stata inizialmente applaudita come rivoluzionaria, ci stanno ripensando. Negli USA lo stato del Vermont e di New York hanno moratorie più o meno lunghe. E noi? Stefano Saglia come può essere cosi sicuro che questa tecnica sia una cosa buona per l'Italia? Con quale esperto parla lui? Ecco cosa disse l'anno scorso: Lo shale gas potrebbe aprire nuove strade per l’approvvigionamento energetico in un momento particolarmente delicato a livello globale. L’Italia? accoglie con favore l’avvio di approfondimenti a riguardo. A che conclusione e' giunto? Che approfondimenti ha fatto? Ci scommetto nemmeno uno. Ora, anche se il fracking per ora non e' una tecnica usata in Italia, visto che ne parla tutto il mondo, e visto che la gente vuole risposte, i nostri governanti attuali, Clini, Passera, Monti vogliono dire qualcosa su come l'Italia si pone di fronte alla possibilità di fare fracking sul nostro territorio? Perché non c'e' informazione su questo tema? Perché dobbiamo sempre arrivare per ultimi, in maniera disorganizzata, per sentito dire e con l'acqua alla gola? Tutto il web parla di questo fracking, in maniera più o meno scorretta. Com'e' che neanche si accenna minimamente a spiegare, regolamentare, discutere in modo ufficiale, questa pratica che prima o poi potrebbe arrivare anche in Italia? 2. Ma poi, cos'e' questo fracking? In termini molto semplici, e' una tecnica relativamente nuova con la quale si manda giu' nel terreno un cocktail di roba chimica ad alta pressione, si causano microterremoti con i quali la roccia porosa viene fratturata (e di qui il nome hydraulic fracturing), il gas contenuto nei pori della roccia viene sprigionato e poi catturato per essere commercializzato. Ecco allora il concetto dei (micro)-terremoti collegati al fracking: il fracking di per sé causa delle microscosse. Ma queste microscosse, in generale, sono di intensità bassa, o almeno questo secondo le intenzioni di chi fa il fracking. A volte restano gli interrogativi se sia proprio la pratica del fracking in sé a scatenare terremoti di intensità media - attorno al grado 2,3 o eccezionalmente anche 4 della scala Richter, ma in genere i terremoti sono di intensità bassa. Quello che invece e' più pericoloso, in relazione al fracking, e' l'utilizzo di una miriade di pozzi cosiddetti di re-iniezione, pozzi dismessi in cui si iniettano i fluidi di scarto - la monnezza del fracking. Per ogni pozzo attivo, infatti vengono prodotti enormi quantità di monnezza fluida - tossica e radioattiva - e non si sa che farne. A volte i petrolieri costruiscono delle vasche a cielo aperto per metterci questa monnezza, i cosiddetti waste pits, altre volte invece usano pozzi sotterranei dismessi per il contenimento. Qui un waste pit a cielo aperto e non nel Burundi, ma negli USA: Ora, quando si usano pozzi dismessi di re-iniezione, il fluido di scarto viene tenuto ad *alta pressione* ed e' questo il vero problema: l'alta pressione dei pozzi, che spingono sulla roccia circostante, potenzialmente lubrificando e cambiando gli equilibri fra le faglie sismiche. Negli USA ci sono state diverse regioni colpite da sciami sismici in zone in cui si fa fracking - in Arkansas, in Ohio, in Oklahoma, in Texas, e cosi pure in Inghilterra, a Blackpool, dove proprio a causa della sismicità indotta dal fracking c'e' un ripensamento in generale di questa tecnica. Si e' trattato di terremoti in zone in cui prima non ce ne erano, e si e' arrivati anche al grado 4.7 della scala Richter. Non e' stato semplicissimo capire se ci fossero collegamenti fra fracking, pozzi di re-iniezione e sismi, ma lentamente si e' arrivati alla conclusione che molto probabilmente la "colpa" e' non del fracking in sé, quanto di questi pozzi di reiniezione. Questo non lo dice Maria Rita, ma lo dice il Servizio Geologico degli Stati Uniti: il USGS, che afferma: a possible explanation is the increase in the number of wells drilled over the past decade and the increase in fluid used in the hydraulic fracturing of each well. The combination of factors is likely creating far larger amounts of wastewater that companies often inject into underground disposal wells. Scientists have linked these disposal wells to earthquakes since as early as the 1960s. The injections can induce seismicity by changing pressure and adding lubrication along faults. Infine, come già discusso varie volte su questo blog, a parte i terremoti in modo più o meno diretto, questo fracking porta a innumerevoli problemi - l'inquinamento delle falde idriche in primis, l'uso di enormi quantità di acqua, e l'emissione di gas nocivi. E' per tutti questi motivi che non e' proprio una cosa saggia e che secondo me l'Italia dovrebbe bannarlo, in maniera preventiva, cosicché nessuno neanche ci pensi a farlo nel nostro paese. 3. Ma allora sorge la domanda, in Emilia, ammesso che il fracking non si faccia in questo momento in Italia, ci sono pozzi di reiniezione di rifiuti liquidi provenienti dalle estrazioni di gas e di petrolio "normale"? Qualcuno li ha studiati? Ecco cosa dice il nostro Ministero delle Attività produttive. In Emilia Romagna ci sono 514 pozzi perforati, di cui 69 non produttivi e destinati ad "altro uso". Fra questi, che ho potuto identificare io, ce ne sono almeno 7 di reiniezione: 1. Angelina 001 - concessione Ravenna Mare (Ravenna) ENI 3. Cavone 14 - concessione Mirandola (Modena) Padana Energia 9. Cortomaggione 038 - concessione Cortomaggiore (Piacenza) ENI 23. Cortomaggiore 134 dir - concessione Cortomaggiore (Piacenza) ENI 29. Minerbio 021 - concessione Minerbio (Bologna) ENI-Agip 63. Spilamberto 009 - concessione Spilamberto (Bologna-Modena) Padana Energia 65. Tresigallo 007 - concessione Tresigallo (Ferrara) ENI Di questi tre sono molto vicini all'area dei terremoti - Mirandola, Spilamberto, Minerbio. Il nostro governo ha qualcosa da dire su questi siti di reiniezione, sulle pressioni che possono essere esercitate su eventuali faglie circostanti, specie visto che alcuni di questi siti sono vicini all'epicentro del terremoto e visto che negli USA almeno i siti di reiniezione ad alta pressione hanno "quasi sicuramente" scatenato i terremoti come dice l'USGS? E anche se non sono i siti di reiniezione la causa scatenante di questi terremoti, e' possibile che abbiano in qualche modo acuito o partecipato ai terremoti o invece sono stati assolutamente innocui? In questo senso, condivido pienamente il pensiero del Prof. Ortolani che chiede maggiore vigilanza sui siti di reiniezione in Italia. 4. In Emilia ci sono, come detto, più di 500 pozzi scavati di petrolio e di gas "normali", senza fracking, di cui varie centinaia attivi, alcuni di questi vicinissimi al punto d'impatto. Io non so se questi pozzi in cui non si pratica il fracking possano essere relazionati ai terremoti, ma so che vi sono casi registrati in altre parti del mondo in cui le trivelle hanno portato a terremoti. Casi eccezionali certo, ma pur sempre accaduti. Qui quello che avevo scritto a suo tempo sul terremoto dell'Aquila - era uno studio commissionato dai petrolieri della Sclumberger ed eseguito da scienziati russi che affermavano che trivellare aveva portato a terremoti di grado anche 7 della scala Richter in zone desertiche dell'Uzbekistan. Si riportano casi di sismicità indotta in Oman, in Francia, in Texas, anche senza fracking, ma, come detto, io non so, e non posso dire se questo sia il caso in Emilia Romagna, data la forte magnitudine del sisma. Anche qui, quello che posso sottoscrivere e' quanto scritto da Vitaly Adushkin, Vladimir Rodionov, Sergei Turuntaev, scienziati russi dell'Istituto della Dinamica della Geosfera, dell'Accademia Russa di Scienza, assieme alla Schlumberger: Few will deny that there is a relationship between hydrocarbon recovery and seismic activity, but exactly how strong a relationship exists has yet to be determined." They caution that in regions where tectonic activity is already high, extracting oil and natural gas could trigger strong quakes. Poche persone possono negare l'esistenza di correlazioni fra estrazioni di idrocarburi e attività sismica, ma esattamente quanto forte sia la relazione fra i due eventi deve essere ancora determinato. Occorre dunque essere prudenti, perché in zone dove l'attività' sismica e' già molto elevata, l'estrazione di petrolio e di gas potrebbe scatenare forti terremoti. Infine, un caso simile di sismicità indotta si e' verificato qualche anno fa a Basilea, Svizzera, dove nel 2006 Markus Haring stava trivellando un pozzo per geotermia che scatenò uno sciame sismico di 30 terremoti con grado massimo 3.4. Fu anche messo sotto processo per avere causato instabilità al territorio, rischiava il carcere, ma se l'e' cavata con una multa se non mi sbaglio. 5. Infine, si parla di creare un mega campo di stoccaggio di gas nell'area del terremoto detto Rivara. Si parla di "importanza strategica nazionale". Ma come abbiamo fatto finora senza? E' davvero così importante o si tratta dei giochini soliti per farci soldi? Di questi campi di stoccaggio ne sono previsti 14 in tutta Italia, fra cui a San Benedetto del Tronto, a San Martino sulla Marrucina, zone sismiche, delicate. Cui prodest? Qui un articolo su simili progetti in Olanda, dove si vogliono stoccare 4 miliardi di metri cubi di gas ad alta pressione, da parte della Gazprom e della Taqa, che e' una sussidiaria della ditta nazionale di gas di Abu Dhabi. Si afferma che per il progetto nella zona di Bergermeer "Gas storage plan will boost earthquake risk" Si dice che: A number of scientific reports however show that gas storage might bring about serious seismic hazard to the surrounding municipalities of Bergen, Heiloo and Schermer and the town of Alkmaar. The area has known a number of (man) induced earthquakes during the depletion of the field between 1994 and 2008, with subsequent higher magnitudes on the Richter scale. Scientists from a number of renowned scientific institutes such as KNMI, MIT and TNO are comfortable with an estimated maximum magnitude of 3,9 on the Richter scale, with a chance of occurrence of 2% over the concession period. Earthquakes with lower magnitude but still quite damaging are of a much higher likelihood. Un numero di rapporti scientifici mostrano che lo stoccaggio di gas possa portare seri rischi alle città vicine di Bergen, Heiloo e Schermer e la citta' di Alkmaar. L'area ha già vissuto un certo numero di terremoti indotti dall'uomo durante lo svuotamento del campo fra 1l 1994 ed il 2008, con scosse sempre più alte sulla scala Richter. Gli scienziati da un gran numero di noti istituti di ricerca come il KNMI, MIT e TNO sono soddisfatti nell'estimare una magnitudine massima di 3.9 sulla scala Richter, con la possibilità di occorrenza del 2% sul periodo della concessione. Terremoti di grado minore ma allo stesso modo con danni notevoli sono di una probabilità molto maggiore. Per l'Olanda allora i sismologi dell'MIT hanno stimato che questo impianto di stoccaggio del gas può arrivare fino a terremoti del grado 3.9 con un tasso di occorrenza del 2%. Per la cronaca. l'MIT e' il Massachusetts Institute of Tecnology, Boston, uno degli istituti di ricerca più noti del mondo, il KNMI è il Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut, l'Istituto Olandese di Meteorologia, e il TNO e' il Nederlandse Organisatie voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek, Netherlands Organisation for Applied Scientific Research. Qualcuno *che non sia la ditta proponente* ha fatto gli stessi studi per Rivara? Se uno infatti va a leggere quello che dice la Rivara Erg Storage, ti dicono che e' tutto perfetto e tuttapposto, ma loro cosa possono dire? Qualcuno ha parlato alle persone del fatto che terremoti più lievi sono di probabilità maggiore? Qualcuno ha interpellato l'MIT per Rivara, San Benedetto del Tronto, o per San Martino sulla Marrucina? Di tutte queste cose riparleremo. Alla fine resta la sola domanda: chi ci guadagna in tutto questo trivellare, stoccare, petrolizzare? Nessuno di noi esseri normali. In Emilia, ci sono stati morti, perdite ingenti, angoscia, paura, domande senza risposte in cambio di niente. Magari il petrolio, i pozzi di reiniezione, lo stoccaggio del gas non c'entrano niente, ma e' evidente che non puoi continuare a insultare madre natura e ad aspettarti che non ci siano mai conseguenze di nessun genere. Con le trivelle ci guadagnano le ditte petrolifere, l'ENI, la Erg Rivara Storage, gli speculatori. Per cui anche se non si sa, le leggi della fisica, della probabilità, e soprattutto il semplice buon senso dicono che il gioco per noi cittadini davvero non ne vale la candela. Maria Rita Fonte: http://dorsogna.blogspot.it Link: http://dorsogna.blogspot.it/2012/06/il-terremoto-in-emilia.html 1.06.2012
La NATO a Noto
Noto Mezzogregorio, grande occhio Nato del Mediterraneo
http://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2012/02/noto-mezzogregorio-grande-occhio-nato.html (cache) Panorami mozzafiato, a nord l’Etna innevata, da est a sud il mare azzurro smeraldo dello Ionio e del Canale di Sicilia. Intorno, le innumerevoli cave di calcare dell’altopiano ibleo, i voli dei falchi, i carrubi, i mandorli, gli ulivi. le antichissime necropoli lambite dai letti di fiumi e ruscelli. I ruderi di eremi e chiese bizantine, i resti di quella che fu l’antica Noto spazzata dal funesto terremoto del 1693. Più a valle, la Noto nuova, città-gioiello del barocco siciliano. Su per i tornanti, ad una decina di chilometri in direzione nord-ovest, contrada Mezzogregorio, 639 metri sul livello del mare. Un balcone con vista su mezza Sicilia e il Mediterraneo. Dalla fine del 1983, ospita una delle stazioni radar più importanti e meno conosciute dell’Alleanza Atlantica. Un enorme fungo-pallone bianco si erge a fianco di edifici e casermette. Più a lato, su una torretta, un radar che si muove incessante. Ad un centinaio di metri, separata da una stradina, una seconda area sottoposta a servitù militare, con sette alte antenne per le telecomunicazioni. E’ domenica, ma i camion e le ruspe si alternano all’ingresso dei cancelli della base del “34° Gruppo Radar GRAM dell’Aeronautica Militare di Siracusa”. Accanto al fungo-pallone, alcuni operai lavorano ad una nuova grande torre in cemento armato. Altri sono impegnati a scavare e posare lunghi cavi di acciaio. Le opere di ampliamento della telestazione di guerra sono iniziati qualche mese fa. “A Mezzogregorio è in atto l’ammodernamento delle strutture operative e tecniche nell’ambito del progetto Air Command and Control System (ACCS), che prevede il progressivo trasferimento delle funzioni di controllo radar presso un unico centro operativo nazionale”, spiegano i portavoce dell’Aeronautica militare. L’ACCS è uno dei più recenti programmi della Nato (2009), costo complessivo due miliardi di euro, per potenziare la rete strategica di comando e controllo alleato in Europa. Nella grande torre in costruzione verrà installato uno dei dodici sistemi Fixed Air Defence Radar (FADR) RAT31-DL commissionati dal ministero della Difesa italiano a Selex Sistemi Integrati, la società fino a poco tempo fa amministrata da lady G, Marina Grossi, moglie dell’ex presidente ed ad Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini. Una supercommessa da 260 milioni di euro che interessa altri undici siti radar sparsi in tutto il territorio nazionale, a cui partecipa anche la Vitrociset S.p.A. di Roma, il cui presidente è il generale in pensione Mario Arpino, capo di Stato Maggiore della difesa fino al 2001. “Il FADR costituisce la struttura portante del programma con cui l’Aeronautica militare ha avviato la sostituzione dei propri sistemi di sorveglianza aerea per rendere disponibili le frequenze necessarie all’introduzione della nuova tecnologia Wi-MAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) di accesso internet ad alta velocità in modalità wireless”, ha spiegato il generale Mario Renzo Ottone, comandante del Centro per le operazioni aeree nazionali e Nato (COA-CAOC) di Poggio Renatico (Ferrara). Per i manager di Selex-Finmeccanica?, il nuovo sistema radar “ha eccellenti capacità di scoprire e tracciare i segnali radio a bassa frequenza di aerei e missili balistici”, supportando diverse funzioni d’intelligence e guerra elettronica in ambito alleato. Il Fixed Air Defence Radar appartiene all’ultima generazione dei sistemi 3D a lungo raggio: con una portata sino a 500 km di distanza e 30 km in altezza, opera in una frequenza compresa tra 1,2 e 1,4 GHz (L-band) e con una potenza media irradiante di 2,5 kW. Il 34° GRAM concorre oggi alla sorveglianza dello spazio aereo italiano e di buona parte di quello della regione sud-europea della Nato, “funzione primaria del sistema di difesa aerea che vede operativi, 24 ore su 24, i caccia-intercettori dei gruppi di volo dell’Aeronautica ed i sistemi missilistici Spada ed Hawk”. “Il Gruppo radar di Mezzogregorio” – aggiunge il Comando dell’Aeronautica - è sottoposto ad una doppia dipendenza, una in linea gerarchica da parte del Comando di squadra aerea “Drago” di Milano, ed una operativa Nato/Nazionale, rappresentata dal CAOC 5 (per la parte Nato) e dal co-ubicato comando COFA (per la parte nazionale) di Poggio Renatico”. Al 34° GRAM convergono, per la loro elaborazione, le informazioni raccolte dalle due Squadriglie radar dell’AMI operanti in Sicilia, la 134 di Lampedusa e la 135 di Marsala. Il centro assicura pure l’interscambio informativo con le unità navali Usa e Nato in navigazione nel Mediterraneo. “Il 34° Gruppo radar è uno dei due siti italiani in possesso del sistema SSSB (Ship-Shore-Ship Buffer), attraverso il quale è possibile ricevere e trasmettere, in tempo reale, alle navi militari impegnate nelle attività di pattugliamento e sorveglianza marittima e dotate di particolari apparati elettronici, l’immagine della situazione aerea d’interesse”, aggiunge l’AMI. Anche l’SSSB è uno dei programmi più rilevanti dal punto di vista strategico avviati in sede Nato. La stazione nel territorio di Noto (20 ettari di terreno espropriati a partire del 1977) fu inaugurata ufficialmente l’1 gennaio 1984, assorbendo le funzioni e parte dei sistemi di rilevamento dell’allora centro radar AMI di contrada Belvedere, nel comune di Siracusa. “Per l’assolvimento della missione assegnata, il 34° Gruppo radar si avvarrà di due distinte sedi, distanti tra loro circa 40 Km, la sede operativa di Mezzogregorio e la sede logistica di Siracusa che utilizza il sedime e parte delle strutture dell’ex-idroscalo militare “Arnaldo De Filippis” e dell’adiacente idroscalo civile che a partire dal 1955 furono restaurati e riconvertiti per divenire un’unica sede di supporto logistico”, spiegò l’Aeronautica. Nella base furono installati un radar 2D del modello “Argos 10” della Selenia e le apparecchiature “semiautomatizzate” integrate nel NADGE (Nato Air Defence Ground Environment), il sistema di comando e controllo della difesa aerea che copre integralmente il territorio europeo della Nato, dalla Norvegia alla Turchia. Nella seconda metà degli anni ’90, le apparecchiature furono ulteriormente potenziate: l’Argos 10 fu sostituito dal radar 3D “multimissione e a lunga portata” AN/FPS-117 della Lockheed-Martin?, in funzione in sedici paesi Nato ed extra-Nato. Nel 2003, il 34° GRAM ricevette il “Multi AEGIS Site Emulator” (M.A.S.E.), sensore Nato per l’elaborazione dati, la gestione delle operazioni di difesa e attacco e il “mantenimento della superiorità aerea”. Nonostante la potenza dei trasmettitori e dei dispositivi radar ospitati, scarsissima attenzione è stata prestata dalle autorità civili e militari ai possibili effetti dell’inquinamento elettromagnetico sulla popolazione residente nella vicinissima frazione di Testa dell’Acqua. In passato, alcuni professionisti locali avevano denunciato “il cattivo funzionamento dei sistemi d’allarme, delle apparecchiature elettriche e degli elettrodomestici”. “Mi accorsi una volta che un giocattolo di mio figlio si accendeva improvvisamente nei pressi del radar”, racconta uno di loro. “Allertammo il sindaco di Noto e chiedemmo l’intervento dell’ARPA, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Fu pure denunciato il caso di un bambino che abitava a poche centinaia di metri dalla base che si ammalò di leucemia. I vertici dell’Aeronautica militare ci assicurarono di aver preso le dovute precauzioni schermando gli impianti. Questi fatti avvennero intorno al 1996, ma ad oggi non sappiamo ancora se sono stati eseguiti controlli sull’elettromagnetismo”. Negli stessi anni, a Potenza Picena (Macerata), dove era in funzione un analogo sistema radar “Argos 10” dell’AMI, amministratori e gruppi ambientalisti denunciarono l’alta incidenza di gravissime patologie e di decessi per particolari neoplasie “con una percentuale anche di 9-10 punti alla media nazionale”. Un’interrogazione parlamentare presentata nel novembre 1998 segnalò che nella cittadina si registravano “fenomeni inspiegabili, dall’accensione e dallo spegnimento improvvisi di TV e radio alla perdita del controllo delle auto da parte degli automobilisti”. Inoltre si erano moltiplicati “i casi di tumori, le leucemie, gli aborti spontanei, i problemi al cristallino dell’occhio, i casi di vertigini, le convulsioni, le insonnie, l’ipertensione”. Il 30 aprile 1999, fu l’allora sottosegretario di Stato alla sanità, Antonino Mangiacavallo, a negare in parlamento qualsivoglia responsabilità delle onde elettromagnetiche dell’impianto militare. “In esito alle proprie indagini – riferì - sia l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro ISPESL sia l’Istituto superiore di sanità concordarono che i campi elettromagnetici irradiati a Potenza Picena non comportavano rischi per la popolazione, in quanto la loro intensità risultava, in qualunque condizione, inferiore ai limiti raccomandati dalle più autorevoli organizzazioni protezionistiche internazionali”. Due mesi prima, il diligente sottosegretario aveva preso carta e penna per rispondere al parlamentare Nicola Bono (An), che aveva ipotizzato possibili legami tra la stazione militare di Noto – Mezzogregorio e “l’aumento di neoplasie solide e liquide” in alcuni comuni della provincia di Siracusa. “I dati e le notizie raccolti dalle autorità sanitarie della regione Sicilia e, in particolare, dai competenti servizi dell’azienda USL n. 8 di Siracusa, non indicano alcun significativo aumento di patologie neoplastiche nei comuni circostanti l’area in cui è installato il radar”, scrisse Mangiacavallo. “L’USL aveva disposto un’indagine epidemiologica al fine di accertare l’eventuale relazione fra mortalità e morbosità per neoplasie ed inquinamento elettromagnetico nel territorio limitrofo al 34o Gruppo Radar dell’Aeronautica militare. Tale indagine ha contemplato un arco temporale di incidenza delle patologie di dieci anni, così da poter verificare in maniera attendibile la linea di tendenza, in incremento o decremento, dei fenomeni indagati. Nel complesso, sono state individuate undici persone ammalate o diversi tipi di cancro. Tuttavia, veniva riscontrato, fra essi, un solo caso di leucemia infantile (in una bambina di 5 anni), mentre era considerato come “sospetto” caso di leucemia lo stato patologico osservato in una paziente adulta”. Nonostante l’ammissione che “taluni studi epidemiologici e sperimentali” avevano provato l’associazione tra l’esposizione ai campi elettromagnetici a bassa frequenza e l’insorgenza di patologie tumorali e leucemia infantile, il sottosegretario alla sanità giungeva ad affermare che “il nesso di causalità non viene tuttavia dimostrato, sia per la mancanza di un chiaro meccanismo d’azione dell’eventuale cancerogenicità dei campi magnetici di frequenza industriale, sia per le stesse carenze talvolta riscontrate negli studi in questione”. Infine, il membro dell’allora governo di centrosinistra sposava le conclusioni di un rapporto appena pubblicato dallo statunitense National Research Council: “Dopo aver esaminato oltre 500 studi in tre anni, il prestigioso organismo afferma che le ricerche effettuate non hanno mostrato in alcun modo esauriente che i campi elettrici e magnetici comunemente riscontrabili negli ambienti residenziali possano causare problemi di salute”. Tutto era sotto controllo dunque, e diveniva inutile qualsivoglia studio o valutazione della portata delle emissioni del Grande occhio Nato del Mediterraneo. Adesso il 34° GRAM si fa ancora più importante e più potente. Con buona pace degli ignari abitanti di Testa dell’Acqua e Mezzogregorio.
Creato il mais OGM contraccettivo
Scientists Create GM Corn Which Prevents Human Conception (cache)
nuove centrali nucleari al torio
Torio - Thorium, Th usato per le retine delle lampade a gas
"L'uscita dal programma nucleare ci consente di progettare un piano energetico che veda ltalia primeggiare sulle energie rinnovabili e che le conferisca un ruolo centrale nella ricerca sul nucleare pulito. Non dovendo patire con le scorie radioattive e il debito atomico, possiamo aspirare a diventare avanguardia delle nuove tecnologie nucleari". (il Giornale) accelerator-driven sub-critical reactor power station progetto di Rubbia Centrali al torio cinesi Piu' compatto, economico e produttivo e meno pericoloso l'utilizzo scorie minierarie lungamente e altamente radioattive uguale se non peggio le scorie post utilizzo non adatto al bellico ma potrebbe nocache (cache) nocache (cache)
Causa alla Monsanto per gli OGM
A landmark lawsuit filed on March 29 in US federal court seeks to invalidate Monsantos patents on genetically modified seeds and to prohibit the company from suing those whose crops become genetically contaminated.
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24103 (cache)
OGM tra le tecnologie strategiche - wikileaks
Nel 2003 l'allora ministro dell'Agricoltura Alemanno voleva fare un decreto per vietare le sementi transgeniche in Italia. Agli americani non piaceva. E così l'ambasciatore andò a parlarne con Letta, che subito telefonò a Berlusconi. Che obbedì immediatamente
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/cosi-fu-bloccata-la-legge-anti-ogm/2144917 (cache) Wikileaks reveal U.S. conspired to retaliate against European nations if they resisted GMOs http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=ADA20110310&articleId=23624 (cache)
L'uranio impoverito arriva fino a qui
Una ricerca della Halliburtun, si proprio lei, misura l'incremento di uranio impoverito presente in atmosfera dopo le varie guerre (Kosovo, Golfo I e II, Libano ecc)r.
Katsuma Yagasaki, a Japanese physicist at the University of the Ryukyus in Okinawa, has estimated that the atomicity equivalent of at least 400,000 Nagasaki bombs has been released into the global atmosphere since 1991, from the use of depleted uranium munitions. http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=2058 (cache)
Troppo arsenico nell'acqua potabile
Mazzette farmaceutiche
Mazzette ai medici dipendenti dal governo per spingerli a comprare farmaci. Pagamento agli agenti di commercio di "commissioni" da passare a medici dipendenti dai governi. Mazzette a cliniche e ospedali per spingere l'acquisto di farmaci particolari. Mazzette ai politici e alle commissioni sanitarie per far approvare l'uso dei farmaci.
Articolo su Repubblica (cache)
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